Ridefinizione strategie industriali e aziendali

Non esiste una scienza esatta che tratti il tema della ridefinizione delle “STRATEGIE INDUSTRIALI”, né esistono metodiche valide per tutte le tipologie di aziende. Trattandosi di rivedere una strategia e non di impostarla ex novo, a mio parere non serve né un approccio didattico o cattedratico, né una modalità operativa che si basi su ragionamenti generali esterni all’azienda. Nel mio lavoro cerco di “sporcarmi le mani” e di guardare, prima di tutto, nell’azienda e nei suoi meccanismi ,di conoscere gli uomini che ci lavorano e le loro idee , di valutare l’adeguatezza dei prodotti e delle tecnologie. Da ingegnere seguo delle regole ben precise che guidano tutto il mio lavoro.
Le prime cinque regole per non sbagliare l’approccio al progetto

1. NON GETTARE VIA CIO’ CHE C’E’ DI BUONO ASSIEME A CIO’ CHE NON FUNZIONA

  • Separare ciò che rappresenta il “core business” dalle attività o prodotti complementari;
  • Distinguere i prodotti/servizi che ancora hanno penetrazione nel mercato da quelli che fanno fatica ed hanno richiesto azioni/costi aggiuntivi;
  • Separare i costi realmente incomprimibili da quelli suscettibili di revisione.

2. OGNI COSA HA IL SUO VALORE

  • Individuare nella strategia che si sta perseguendo quali sono i punti di forza e quali di debolezza;
  • Analizzare per ciascuna prodotto/servizio la linea di tendenza di mercato per valutare quali stiano per andare verso il declino e quali verso la crescita;
  • Distinguere le azioni tattiche che si stanno svolgendo nel mercato per ciascun prodotto/servizio.

3. LE COSE SEMPLICI SONO LE PIU’ EFFICACI

  • Verificare la chiarezza delle azioni di Marketing (pubblicità,promozione, assistenza)e la corrispondenza del prodotto ai messaggi;
  • Verificare che la catena di trasmissione del comando e delle azioni sia corta, veloce, non burocratica e avvenga con stile omogeneo e codificato;
  • Verificare che il miglioramento del prodotto/servizio sia sempre stato fatto non su input della produzione ma in base alle esigenze o desiderata del cliente/consumatore.

4. NON INNAMORARSI DELLE IDEE MA ANCHE NON OSTACOLARLE

  • E’ sempre preferibile partire da un’analisi di dati e dal loro andamento, a volte però i grandi successi nascono dalle intuizioni imprenditoriali. In questo caso da un lato occorre procedere per simulazioni di tendenze, dall’altro l’imprenditore deve razionalizzare il suo amore per l’idea;
  • Verificare chi o cosa eventualmente nell’azienda impedisce lo sviluppo delle idee, l’innovazione del prodotto e l’espansione nei mercati. A volte i capi reparto o i manager si innamorano di ciò che fanno ed ostacolano il nuovo;
  • L’esposizione, da parte di manager, di problematicità delle soluzioni innovative, spesso maschera la volontà di ostacolare i cambiamenti. Questi manager vanno individuati ed andranno riconvertiti perché renderebbero difficile ogni sviluppo strategico. Qualsiasi sviluppo strategico necessita di una squadra convinta e finalizzata al risultato.

5. L’ECCESSIVA FRETTA NEL VOLER RISOLVERE I PROBLEMI COMPLESSI NON SEMPRE PREMIA

  • La strategia deve avere un orizzonte temporale adeguato, normalmente almeno triennale deve sicuramente essere accompagnata da una serie di manovre tattiche che consentano di verificare che lo sviluppo della strategia produce progressivamente i risultati aspettati;
  • I buoni risultati ai quali si perverrà durante l’attuazione della strategia non dovranno indurre ad accelerazioni ; normalmente quanto più l’affermazione di un prodotto/servizio matura in un mercato consapevole ed evoluto tanto più è duratura;
  • Le modifiche organizzative, procedurali ed operative in generale, prima di attuarle, devono essere accompagnate da una comunicazione interna che le spiega come fondamentali per attuare la nuova strategia, occorre un pieno coinvolgimento di tutti. La strategia deve essere preliminarmente compresa come un rinnovamento che dà garanzia di lavoro .
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